giovedì 6 aprile 2017

BERTINOTTI ALLA SCUOLA DI DON MILANI

E' stato presentato a Lecce il libro " Riflettendo sulla scuola : ieri don Milani ed oggi? di Fausto Bertinotti. 
L'autore, nell'accennare all'ostracismo riservato dalle gerarchie e dai cappellani militari per la difesa dell' obiezione di coscienza, ha tratteggiato l'opera, da confinato a Barbiana, nel recupero degli esclusi da una scuola classista.
Per Bertinotti don Milani non era comunista, ma classista, rimproverava ai comunisti di non essere veri classisti e ai preti non veri evangelici. 
Ma Bertinotti  si è limitato ad una lettura classica di sinistra sulle diseguaglianze, il predominio dei ricchi e una scuola impoverita, oggi in parte salvata  dal volontariato. 
Ha poi affermato, che  da persona di sinistra avrebbe in passato puntato sulla difesa del servizio pubblico, ma oggi vale auspicare una scuola plurale, sostenuta dall'apporto di tutti, secondo il pensiero di Papa Giovanni e l'opera di Francesco. 
Bertinotti, pur legislatore, ma non pedagogista o esperto sulla formazione, ha riproposto, semplicisticamente,  teorie di "classe", in veste evangelica. 
A me che, ricordando l'esempio ignorato di don Milani che tolse il crocifisso dall'aula ho proposto per doposcuola ed educazione civica di utilizzare la spesa per i cappellani militari ancora in servizio, Bertinotti ha replicato che  "oggi tutti vogliono tirare don Milani dalla propria parte". 
Che dire al 14.mo apostolo Fausto: In effetti proprio tutti, specialmente quando si  eludono i supremi principi della nostra Carta Costituzionale.

Giacomo Grippa (Laicitalia Lecce) .

lunedì 27 marzo 2017

LETTERA APERTA

Cari Amici,
Vi scrivo per denunciare una situazione che mi sta particolarmente a cuore; sono Mirko, rappresentante dell'Associazione Laicitalia per la provincia di Monza Brianza, tesserato in Democrazia Atea, sostenitore di Rete l'Abuso e personalmente profondamente sconfortato per la realtà che si profila qui dalle mie parti, nella speranza che altrove sia differente.
La scuola primaria a mio avviso dovrebbe essere l'istituzione in grado di anteporre all'insegnamento delle singole discipline, l'educazione e per educazione intendo il fornire gli strumenti adatti a poter scegliere liberamente; sembra assurdo che si parli di scelta in merito ad esseri umani in erba ma è proprio per il senso di opposizione necessaria ai vincoli quali “educatori” limitati o prezzolati vanno regolarmente ad imporre sui nostri figli.
Potremo magari un giorno arrivare a far togliere tutti i crocifissi dalle aule e dalle stanze d'ospedale e me lo auguro, ma come faremo a controllare l'insegnante che preso in disparte nostro figlio gli dirà: “poverino, tu volevi disegnare il gesù bambino come i tuoi compagni di classe, ma i tuoi genitori non vogliono”.
Perdonate l'ingenuità ma oltre al danno, la beffa.
Abbiamo avuto la riconferma dell'ottusità dei mei paesani proprio in questi giorni, in cui fior di pellegrini della domenica son migrati con ogni mezzo ad ingrassare le file dei devoti al parco di Monza, chi per interesee, chi per etichetta, chi perchè era una bella giornata ed un'occasione imperdibile di vedere dal vivo il delegato di colui del quale c'han sempre imbottito la testa, quello buono, quello giusto, quello capace, quello che colmerà un giorno il nostro senso di colpa, dopo averlo così profondamente radicato.
Ed è sì, proprio per senso di colpa che Vi scrivo, perchè dopo aver compiuto gli studi per diventare educatore, non ho avuto il coraggio di inserirmi in un ambiente in cui il mio carattere distrittivo mi avrebbe consumato in battaglie con istituzioni corrotte e famiglie conniventi facendomi rifugiare dietro all'affermazione: è troppo tardi.
Oggi da padre mi son detto che finchè non mi sarei mosso in prima persona, certamente sarebbe stato troppo tardi, e marciando contro al detto locale "tecà al signur ghe ul post sicur" conto di ritagliare il Nostro posto, con le unghie e con i denti.

Buon lavoro e perdonate la semplicità delle mie paole

Mirko

martedì 7 marzo 2017

COMUNICATO STAMPA

ASNC

La Direzione della Casa Circondariale di Lecce ha approvato la proposta di collaborazione presentata dall'Associazione di promozione sociale "Laicitalia" per l'erogazione di assistenza spirituale non confessionale (ASNC) ai detenuti.
L' assistenza spirituale laica ai non credenti deve essere interpretata come parte integrante dell'assistenza spirituale in generale, sulla base della normativa europea circa il significato della libertà di religione, che comprenda sia quella di credere, sia quella di non credere.
La Corte Costituzionale ha confermato, con la sentenza n.117/1979, il riconoscimento delle convenzioni non confessionali come estrinsecazione della libertà di religione, tutelata dall'art. 19 della Carta.
Questo primo esperimento in Italia di assistenza spirituale laica, che sarà assicurata da persona idonea incaricata dall'Associazione, potrà essere richiesta dai detenuti interessati secondo modalità e tempi concordati con la Direzione del penitenziario.
L' assistenza spirituale laica è finalizzata alla valorizzazione degli aspetti etici che il soggetto ha saputo costruire durante la sua vita, pur in presenza di percorsi difficili.
Mira a coltivare quella spiritualità personale per scoprire le corde della pace interiore, del significato della vita con tolleranza e senza fanatismi, con riferimento ai superiori diritti umani e ai principi fondamentali, sanciti dal nostro ordinamento Costituzionale e dalle normative europee.

sabato 4 marzo 2017

FINE VITA

Le questioni afferenti al fine vita sono di tale delicatezza e sensibilità che non possono essere deturpate dai commenti opachi di una parte dei credenti.
Molti giornalisti hanno perso l'occasione di dare dignità al proprio mestiere e invece di informare, di rendere note opinioni autorevoli, consentendo alle persone comuni, digiune di tematiche così difficili, di attingere a seri spunti di riflessione, hanno preferito, anche su questo tema, degradare a gossip.
Intervistare, ad esempio, una persona come Mario Adinolfi, il cui pensiero supremo si sintetizza nella auspicata (per lui) sottomissione della donna all'uomo, non ha aiutato le persone a comprendere la necessità di una seria legislazione non solo sul testamento biologico, ma anche sul suicidio assistito.
Democrazia Atea nel suo programma, all'obiettivo n.2, prevede l'adozione di leggi che non abbiano limitazioni religiose.
La società italiana è molto più secolarizzata ed evoluta di quanto vogliano far credere i politici asserviti alla teocrazia, di quanto vogliano far credere certi editori i quali volutamente tendono a mettere in risalto le posizioni più spregevoli ogni volta che il dibattito ruota attorno ai diritti umani.
In questo Paese ognuno può e deve esprimere la propria opinione.
Ma le leggi non possono essere condizionate sempre e comunque dalle opinioni peggiori.
L'ingerenza teocratica è ogni giorno più urticante, ma il messaggio repressivo in queste materie ha sostenitori di scarsissimo spessore.
Avendo chiaro il principio di laicità potrà essere più agevole neutralizzare legislativamente la loro arretratezza.


(fonte: www.democrazia-atea.it)




sabato 11 febbraio 2017

ASSEMBLEA DEI SOCI


In prima convocazione il giorno 25 febbraio 2017 alle ore 15.00, in seconda convocazione il giorno 25 Febbraio 2017 alle ore 16.00.
L'ordine del giorno sarà il seguente:
approvazione del rendiconto economico finanziario anno 2016.
Varie ed eventuali.
Il Consiglio Direttivo

Firma la petizione